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Test genomico Oncotype per il cancro al seno a Roma

Il Test genomico Oncotype Dx per il cancro al seno a Roma è disponibile al Centro di Senologia SenoClinic.

Il test Oncotype Dx analizza il profilo molecolare del tumore e, in alcune pazienti con tumore al seno ormono-sensibile, consente di valutare l’effettiva utilità della chemioterapia adiuvante post operatoria, in aggiunta all’ormonoterapia.

L’esame, validato già da tempo grazie ad ampi studi su migliaia di donne, rappresenta un grande passo in avanti verso trattamenti medici personalizzati e con il minor impatto sulla qualità della vita.

Cos’è il test Oncotype e a cosa serve

Oncotype DX è un test genomico di grande utilità perchè fornisce informazioni sulla specifica e individuale biologia del tumore al seno.

Il tessuto neoplastico presenta determinate caratteristiche molecolari e analizzarlo istologicamente, consente di prevedere sia i probabili vantaggi della chemioterapia sia il rischio di recidiva.

Infatti, per evitare il rischio di sviluppare recidive nel tumore al seno, una delle strategie più diffuse, consiste nella somministrazione, subito dopo l’intervento, di una terapia adiuvante con chemioterapia e terapia ormonale.

L’obbiettivo principale è quello di eliminare le potenziali cellule tumorali presenti in circolo, per ridurre al minimo la possibilità che la malattia si ripresenti. Negli anni questo approccio ha portato ad una significativa diminuzione del numero di recidive.

Oggi si sa che, in base alla genetica, non sempre la chemioterapia risulta essere necessaria, come nel caso dei tumori del seno positivi ai recettori ormonali in stadio precoce e a rischio intermedio.

Grazie all’utilizzo del test Oncotype, è possibile selezionare queste pazienti, evitando loro di sottoporsi inutilmente alla chemioterapia.

Ricordiamo che i test non si eseguono durante la terapia neoadiuvante, ovvero i cicli di chemio che si prescrivono prima dell’operazione per ridurre la massa tumorale.

Cerchi un Senologo a Roma? Contatta SenoClinic, il Centro di Senologia Multidisciplinare diretto dalla Dr.ssa Simonetta Rossi.

Come si esegue il test genomico Oncotype per il cancro al seno

Il test Oncotype analizza l’espressione di 21 geni accuratamente selezionati su un campione di tessuto neoplastico asportato in seguito ad intervento chirurgico.

Il campione istologico viene immediatamente inviato al laboratorio per effettuare l’analisi genomica. Il risultato è generalmente disponibile entro due settimane.

Questa valutazione permetterà di stabilire la probabilità di recidiva del tumore al seno e la risposta alla chemioterapia, fornendo alle pazienti e all’oncologo informazioni precise per le scelte terapeutiche dopo un intervento chirurgico di asportazione.

I risultati di Oncotype Dx

Dopol l’esame, i medici ricevono il risultato del tessuto tumorale analizzato, il Recurrence Score, un punteggio che va da 0 a 100 e che serve a suddividere le pazienti in due categorie: quelle a minore o a maggiore probabilità di trarre benefici dalla chemioterapia e un minore o maggiore rischio di recidiva a 9 anni dalla diagnosi.

Per le pazienti in postmenopausa, un recurrence score tra 0-25 significa che il tumore al seno ha meno probabilità di ripresentarsi se trattato solo con terapia ormonale e che quindi la chemioterapia non cambia le probabilità di recidiva.

Un recurrence score compreso tra 26 e 100 indica invece un rischio maggiore di recidiva e l’aggiunta di chemioterapia all’ormonoterapia può fornire un beneficio sostanziale nella riduzione del rischio.

Nelle pazienti di età inferiore ai 50 anni, o in premenopausa, la chemioterapia risulta utile con un Recurrence più basso.

La previsione dei benefici della chemioterapia basata su studi clinici prospettici rende unico il test Oncotype DX.

Quando è indicato

ll test genomico Oncotype DX è indicato in tutte le donne sottoposte all’asportazione di tumore al seno sia con quadrantectomia che con mastectomia e che presentano le seguenti caratteristiche:

  • Nuova diagnosi dicarcinoma invasivo della mammella
  • Tumore al seno in stadio precoce (stadio I, II o IIIA)
  • Presenza o assenza di metastasi linfonodali per un massimo di tre linfonodi coinvolti
  • Positività per i recettori ormonali (HR+)
  • Negatività per HER2

Il test genomico Oncotype per il cancro al seno a Roma con SenoClinic

I nostri Chirurghe senologi, diretti dalla Dottoressa Simonetta Rossi, eseguono sempre una scrupolosa valutazione genetica dopo gli interventi di asportazione del tumore, come il test genomico Oncotype. SenoClinic opera a Roma presso la Casa di Cura Villa Mafalda.

AVVISO ALLE UTENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista. Per risolvere i tuoi dubbi richiedi tranquillamente un consulto a SenoClinic.

Bibliografia

McVeigh TP, Kerin MJ. Clinical use of the Oncotype DX genomic test to guide treatment decisions for patients with invasive breast cancer. Breast Cancer (Dove Med Press). 2017 May 29;9:393-400. doi: 10.2147/BCTT.S109847. PMID: 28615971; PMCID: PMC5459968.

Le risposte alle domande più frequenti sul test genomico Oncotype

La chemioterapia, dopo l'asportazione di un tumore non è sempre necessaria, come nel caso dei carcinomi mammari positivi ai recettori ormonali in stadio precoce. Nel corso degli anni è stato infatti constatato che se il tessuto neoplastico presenta determinate caratteristiche molecolari, analizzabili grazie ad appositi test genomici, è possibile evitare la chemioterapia e procedere solo con la terapia ormonale.
Il test genomico Oncotype si esegue su un campione di tessuto neoplastico asportato in seguito ad intervento chirurgico.
I risultati del test genomico Oncotype consentono di stabilire la probabilità di recidiva del tumore al seno e la risposta alla chemioterapia, fornendo all’oncologo informazioni più precise per le scelte terapeutiche da adottare.
Nel cancro al seno, il test genomico serve a conoscere la biologia specifica del tumore consentendo di avere un’idea molto più precisa della sua aggressività e di capire meglio la sua interazione con le terapie sistemiche post-chirurgia.

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