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Chirurgia senologica a Roma

La Chirurgia Senologica costituisce il centro di un’intensa attività multidisciplinare che si estende dalla chirurgia conservativa a quella demolitiva in costante collaborazione con la chirurgia plastica e ricostruttiva. Per il trattamento delle patologie mammarie, SenoClinic prevede ripetuti incontri di discussione e di confronto nei quali le decisioni diagnostiche e terapeutiche sono condivise da uno staff medico costituito da senologi, chirurghi, radiologi, patologi, chirurghi plastici, radioterapisti ed oncologi.

In questa pagina parliamo di chirurgia della mammella e spieghiamo quali sono gli interventi maggiormente indicati ed utilizzati per la terapia del cancro al seno.

In cosa consiste la chirurgia senologica

La chirurgia senologica è uno dei trattamenti a cui si ricorre per curare le patologie e le neoplasie mammarie di natura benigna o maligna. La scelta del tipo di intervento tiene conto di diversi fattori, tra cui:

  • Tipologia di tumore;
  • Rapporto tra la dimensione del carcinoma e quella del seno;
  • Eventuali preferenze della paziente.

Obiettivi della chirurgia del seno

L’obiettivo fondamentale della chirurgia oncologica della mammella è l’asportazione radicale della neoplasia. Le attuali metodiche utilizzate in questo ambito assicurano il miglior risultato estetico e funzionale per la paziente. Oggi, grazie all’innovazione delle tecniche di diagnostica per immagini e a un approccio chirurgico sempre più conservativo, riusciamo ad ottenere diagnosi sempre più precoci e quindi a eseguire interventi molto meno invasivi per l’asportazione delle neoplasie.

Gli obiettivi di SenoClinic sono:

  • Preservare l’integrità della paziente dal punto di vista psicofisico, minimizzando anche i danni estetici;
  • Ottenere un buon controllo a livello locale della malattia, attraverso l’asportazione completa della neoplasia.

La chirurgia senologica mini-invasiva ricerca l’equilibrio fra massima radicalità e minimo residuato invalidante.

Tipologie di intervento di chirurgia della mammella

Il carcinoma mammario può essere trattato con diversi interventi chirurgici, che prevedono un approccio sia in sede mammaria che ascellare omolaterale:

  • Chirurgia conservativa della mammella;
  • Chirurgia demolitiva;
  • Chirurgia ricostruttiva;
  • Chirurgia del cavo ascellare.

Chirurgia conservativa della mammella

Negli interventi chirurgici di tipo conservativo, si asporta solo una parte della ghiandola mammaria.

La quadrantectomia è l’intervento chirurgico di prima scelta per la rimozione del tumore al seno diagnosticato in uno stadio precoce. Prevede l’asportazione della massa tumorale con una quota di tessuto sano circostante.

Nell’ambito della chirurgia conservativa, l’introduzione della “chirurgia oncoplastica”, coniugando tecniche di chirurgia oncologica con quelle proprie della chirurgia plastica, ha consentito di superare il conflitto tra estensione della resezione chirurgica e risultato estetico finale, contribuendo in maniera importante a migliorare la qualità di vita delle pazienti.

Queste nuove tecniche consentono generalmente resezioni ghiandolari più ampie, facilitando l’acquisizione di una buona radicalità oncologica con adeguati risultati estetici anche nelle pazienti con lesioni localizzate in quadranti considerati a maggior rischio di inestetismi o in caso di rapporto non particolarmente favorevole tra diametro tumorale e dimensioni della ghiandola mammaria.

Chirurgia demolitiva (mastectomia)

La chirurgia senologica demolitiva prevede, al contrario, l’asportazione dell’intera ghiandola mammaria.
La mastectomia resta ancora una valida alternativa chirurgica in casi selezionati ed è associata preferibilmente a procedure ricostruttive immediate che minimizzano l’impatto psicologico negativo dell’atto demolitivo.

La mastectomia deve essere infatti considerata in tutte le pazienti in cui il rapporto grandezza della mammella/grandezza del tumore è tale da non permettere un soddisfacente risultato estetico con un intervento conservativo, nelle pazienti con lesioni multicentriche o con carcinomi infiammatori e nelle pazienti con controindicazioni alla radioterapia post-operatoria.

Esistono diversi tipi di mastecotomia. Allo stato attuale le tecniche che si prediligono sono le cosiddette “mastectomie conservative”, che prevedono l’asportazione completa della ghiandola mammaria, conservando l’involucro cutaneo da solo (mastectomia skin sparing) o con il complesso areola-capezzolo (mastectomia nipple sparing). Consentono di ottimizzare la ricostruzione con un risultato cosmetico migliore e un minore impatto psicologico sulla paziente.

Chirurgia ricostruttiva della mammella

La chirurgia mammaria ricostruttiva ha l’obiettivo di ripristinare l’integrità estetica del seno e quella psicofisica della paziente. Può essere divisa in autologa, se si utilizzano tessuti propri, ed eterologa, se si fa ricorso a dispositivi protesici. La ricostruzione può essere eseguita già nel corso dell’intervento di mastectomia (ricostruzione immediata) o in tempi successivi (ricostruzione differita).

Per maggiori dettagli si rinvia alla sezione dedicata alla chirurgia ricostruttiva.

SenoClinic adotta le più moderne tecniche di chirurgia oncoplastica, prediligendo quando possibile la ricostruzione immediata della mammella con migliori benefici psicologici ed estetici per la paziente.

 Chirurgia ascellare

Indipendentemente dal tipo di chirurgia eseguito sulla mammella, è importante conoscere se il carcinoma invasivo si è diffuso ai linfonodi ascellari. Pertanto, la chirurgia per il tumore al seno si associa quasi sempre all’analisi dei linfonodi ascellari: la tecnica più diffusa è la biopsia del linfonodo sentinella

Questa tecnica, ha permesso di evitare, per i tumori in stadio iniziale, la dissezione ascellare di principio senza rinunciare alle importanti informazioni prognostiche dei linfonodi loco-regionali.

Essa consiste nell’identificazione, asportazione e analisi istologica del “primo” linfonodo, il linfonodo sentinella, che riceve la linfa proveniente dalla zona della mammella sede del tumore: se il linfonodo sentinella contiene cellule neoplastiche (linfonodo sentinella positivo per metastasi) si procede alla dissezione ascellare completa; se invece il linfonodo sentinella non contiene cellule tumorali (linfonodo sentinella negativo) si assume che anche gli altri linfonodi ascellari siano negativi e non è pertanto necessario eseguire la dissezione ascellare completa.

La biopsia del linfonodo sentinella è una procedura radioguidata semplice ed efficace.

La chirurgia mammaria con SenoClinic

Lo staff multidisciplinare di SenoClinic sceglie sempre la soluzione più appropriata per la paziente, sia dal punto di vista terapeutico che estetico, se possibile in un unico tempo operatorio.

Le nostre innovative tecnologie in ambito diagnostico consentono la localizzazione pre ed intraoperatoria delle lesioni tumorali e ci permettono di eseguire nella maggior parte dei casi interventi chirurgici conservativi, finalizzati a proteggere l’integrità del seno e a limitare al massimo il rischio di recidiva.

La cooperazione tra senologi e chirurghi plastici consente la ricostruzione immediata della mammella garantendo il migliore risultato estetico e funzionale. Questo approccio limita lo stress per la paziente e le garantisce il miglior recupero psicologico e funzionale.

Anche per la chirurgia senologica siamo convenzionati con i maggiori enti assicurativi, casse mutue e fondi sanitari integrativi.

Terapia e controlli dopo l’intervento chirurgico

Dopo l’intervento chirurgico le pazienti di SenoClinic sono valutate collegialmente dall’oncologo, dal radioterapista e dal chirurgo senologo e, se necessario, vengono indirizzate verso una terapia mirata per ridurre il rischio di recidiva e di metastasi.

La ricerca scientifica ha dimostrato che ogni caso di tumore della mammella è diverso dall’altro, per questo motivo si ricorrere a diversi approcci terapeutici in grado di rispondere alle diverse necessità. I principali trattamenti oncologici, detti anche adiuvanti, sono la chemioterapia, l’ormonoterapia, le terapie biologiche e la radioterapia.

Un’altra fase molto importante dopo l’intervento è quella dei controlli nel tempo (follow-up oncologico), gestita sempre da diversi specialisti impegnati contestualmente nelle visite delle pazienti operate. In questo caso lo staff di SenoClinic si riunisce ogni settimana per discutere i casi clinici trattati e per definire i singoli programmi di controllo.

Le pazienti che subiscono la dissezione completa dell’ascella vengono indirizzate verso il servizio di fisioterapia. Inoltre, tutte le donne che ne manifestino la necessità possono essere seguite e supportate dagli specialisti del servizio di psicologia clinica e di nutrizione oncologica.

AVVISO ALLE UTENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista. Per risolvere i tuoi dubbi richiedi tranquillamente un consulto a SenoClinic.

Le risposte alle domande più frequenti sulla chirurgia senologica

Il linfonodo sentinella fa parte del sistema linfatico ed è il primo a essere raggiunto da eventuali metastasi di tumori maligni, che si diffondono appunto per via linfatica.
Per identificare il linfonodo sentinella è necessario utilizzare la linfoscintigrafia, una tecnica che consiste nell'iniezione di una piccola quantità di liquido radioattivo nell'area del seno situata nei pressi del tumore o in prossimità dell’areola. Una volta localizzato, il linfonodo viene asportato per essere sottoposto ad analisi citologica o istologica nel corso dell’intervento chirurgico (esame estemporaneo).
Dopo un intervento chirurgico per tumore del seno può essere presente per alcuni giorni un dolore leggero nella sede della ferita chirurgica, che può essere tenuto sotto controllo con farmaci analgesici. In caso di mastectomia con ricostruzione, i dolori possono essere un po' più intensi, associati ad una fastidiosa sensazione di costrizione al torace, che comunque si attenua nel giro di pochi giorni. L’asportazione completa del seno può provocare una dolorabilità al collo ed alla schiena, causata delle modifiche nel normale assetto della colonna vertebrale.
Dopo il ritorno a casa è possibile riprendere le proprie abitudini quotidiane evitando sforzi eccessivi per circa un mese. È possibile fare la doccia già dopo 48 ore dall’intervento chirurgico (salvo diverse indicazioni da parte del medico curante) facendo attenzione a non bagnare la ferita. In caso di cicatrice ascellare, bisogna evitare deodoranti o prodotti per la depilazione per almeno un paio di settimane.
Dopo l'intervento chirurgico oncologico al seno ogni paziente è valutata collegialmente dall’oncologo, dal radioterapista e dal chirurgo senologo. Se necessario, viene prescritta una terapia mirata per ridurre il rischio di recidiva e di metastasi. I principali trattamenti oncologici sono la chemioterapia, l’ormonoterapia, le terapie biologiche e la radioterapia.