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Biopsia Stereotassica al Seno con Mammotome a Roma

È possibile effettuare una biopsia stereotassica con Mammotome, a Roma nella sede di Villa Benedetta e ad Anzio, nella sede di Villa dei Pini.

La biopsia stereotassica si esegue generalmente in seguito a una mammografia che ha evidenziato alterazioni della struttura del seno, in caso di microcalcificazioni sospette oppure dopo un esame citologico che ha lasciato un certo grado di incertezza sulla diagnosi finale.

Questa procedura si esegue con l’ausilio di immagini mammografiche, utilizzate per guidare l’intervento e per verificare la correttezza dei punti di prelievo. Da alcuni anni la tecnologia ha sviluppato dei sistemi computerizzati che permettono di effettuare biopsie più rapide, più precise e meno invasive anche su lesioni molto piccole. Il più diffuso di questi sistemi è il Mammotome®. In questa pagina spieghiamo cos’è il Mammotome®, a cosa serve la biopsia stereotassica del seno, come si esegue e quali sono le controindicazioni.

Il Mammotome® è una agobiopsia completamente controllata dal computer. Rappresenta una strumentazione di grande valore, perché permette di fare diagnosi affidabili anche su lesioni microscopiche, senza dover ricorrere all’intervento chirurgico.

Cos’è la biopsia stereotassica del seno con Mammotome®

La biospia stereotassica della mammella è una valida alternativa alla biopsia chirurgica: consente di analizzare eventuali lesioni non palpabili con un intervento mini-invasivo durante il quale viene prelevato un campione di tessuto in corrispondenza delle aree del seno ritenute sospette.

La procedura viene eseguita attraverso uno strumento molto sofisticato chiamato Mammotome® che consente l’asportazione del tessuto mediante una piccola sonda, controllata dal monitor di un computer. Per questo motivo la biopsia stereotassica del seno è detta anche Mammotome®.
I campioni prelevati saranno inviati al patologo per l’esame istologico.

Perchè si chiama biopsia “stereotassica”

La stereotassi è una tecnica che consente di localizzare e centrare le lesioni non palpabili del seno in un punto molto preciso, ottenuto attraverso le immagini mammografiche eseguite durante la procedura stessa. Con questo metodo è possibile determinare alcuni parametri, come la direzione e la profondità che la sonda, guidata dallo specialista, dovrà seguire per prelevare il campione di tessuto.

A cosa serve la biopsia stereotassica della mammella

Qualora l’interpretazione della mammografia sia dubbia, è utile un ulteriore approfondimento diagnostico che viene effettuato mediante prelievo di tessuto. In questo modo è possibile analizzare e valutare diverse anomalie mammarie e stabilire se sono benigne o cancerose.

La biopsia stereotassica consente di valutare:

  • Microcalcificazioni
  • Distorsioni nella struttura del tessuto mammario (parenchimali)
  • Aree di alterazione anomala del tessuto
  • Nuove masse o aree di depositi di calcio in un punto in cui si è già intervenuti con la chirurgia.

Come si esegue la biopsia stereotassica del seno

L’esame si svolge in un’unica seduta ambulatoriale, in anestesia locale, con la paziente stesa su un lettino in posizione prona.

Nella prima fase il medico adopera una speciale macchina mammografica digitale che serve a riprodurre le immagini del seno e a visualizzarle contestualmente sullo schermo di un computer.
Questo sistema computerizzato consente al radiologo di ottenere delle misurazioni molto accurate (stereotassi) localizzando in modo esatto la profondità e la posizione della lesione.

Nella seconda fase, grazie all’ausilio del Mammotome® il radiologo effettua prelievi multipli di tessuto (solitamente 12) mediante una piccola sonda con ago controllata dal monitor del computer.
A questo punto nella sede del prelievo viene rilasciata una clip (marker) inerte e biocompatibile che servirà a semplificare i monitoraggi futuri permettendo al chirurgo di ritrovare facilmente l’area sottoposta a biopsia. I campioni prelevati vengono subito inviati in Anatomia Patologica per l’esame istologico.

L’operazione non richiede successiva sutura in quanto l’incisione è unica e molto piccola, circa 3 mm. Si applica solo una leggera pressione per interrompere il sanguinamento e si copre il punto del prelievo con una medicazione. Subito dopo la paziente può tornare a casa e dal giorno seguente potrà riprendere le normali attività.

La biopsia stereotassica con Mammotome® è una procedura molto apprezzata dalle pazienti: è meno invasiva rispetto ad una biopsia chirurgica, richiede tempi di recupero minori e provoca cicatrici di lievissima entità.

Quando si esegue la biopsia stereotassica al seno

La biopsia stereotassica si esegue generalmente in seguito a una mammografia che ha evidenziato alterazioni della struttura del seno (distorsioni parenchimali), in caso di microcalcificazioni sospette oppure dopo un esame citologico che ha lasciato un certo grado di incertezza sulla diagnosi finale.

Controindicazioni

I rischi associati al Mammotome® sono molto limitati: durante la biopsia, la maggior parte delle pazienti avverte solo un leggero fastidio e sono rari i casi di sanguinamento eccessivo o di reazioni allergiche all’anestetico locale. La cicatrice nell’area del prelievo è molto piccola e a distanza di poche settimane tende a scomparire, consentendo alla paziente di vivere questo momento con meno stress fisico ed emotivo.

La biopsia stereotassica con SenoClinic

I nostri Specialisti, diretti dalla Dottoressa Simonetta Rossi, eseguono la biopsia stereotassica con Mammotome a Roma, nella sede di Villa Benedetta e ad Anzio, nella sede di Villa dei Pini.

AVVISO ALLE UTENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista. Per risolvere i tuoi dubbi richiedi tranquillamente un consulto a SenoClinic.

Le risposte alle domande più frequenti sulla biopsia stereotassica del seno con Mammotome®

Prima dell'esame la paziente deve rimuovere gioielli o indumenti che possano interferire con le immagini radiografiche. Come per qualsiasi operazione ambulatoriale, anche in questo caso è necessario informare il senologo se si stanno assumendo farmaci o se si soffre di qualche allergia, specialmente agli anestetici. Come per la mammografia, il giorno dell'esame bisogna evitare anche deodoranti, polveri o creme, sia sotto le braccia che sul seno perchè potrebbero falsare l’immagine radiografica. Il medico può consigliare di interrompere, già a partire da 3-5 giorni prima dell'esame, l’assunzione di determinati farmaci così da evitare i rischi di sanguinamento.
In genere, l’esame viene completato entro un’ora.
La maggior parte delle pazienti non avverte nessun dolore. Solo l'inserimento dell'ago per l'anestesia può causare pochi secondi di fastidio. È del tutto normale sentire dei ronzii durante il prelievo dei campioni di tessuto. Non dovrebbe essere causa di eccessivi disagi anche l’eventuale inserimento di un segno di riconoscimento (marker) all’interno del seno, solitamente utilizzato per contrassegnare la posizione in cui è stato eseguito il prelievo. L'esame si svolge comunque sempre in anestesia locale.
L’agoaspirato consente di prelevare solo alcune cellule in corrispondenza delle aree del seno ritenute sospette e di analizzarle in laboratorio (esame citologico); con la microbiopsia stereotassica è possibile asportare piccoli frammenti di tessuto e di studiarli al microscopio (esame istologico).