diagnosi delle microcalcificazioni del seno a roma

Microcalcificazioni del seno

Le microcalcificazioni sono uno degli elementi che l’esame mammografico può evidenziare e che il senologo ricerca, quali spie di possibili processi evolutivi.

Le microcalcificazioni sono depositi calcifici che possono o meno essere associati a lesioni nodulari. Vengono esaminate valutandone diverse caratteristiche ed in particolare: distribuzione, forma, dimensioni, densità delle singole particelle. L’obbiettivo dell’analisi delle microcalcificazioni è cercare di definire quale sia il processo patologico che le ha prodotte e se questo sia benigno o maligno.

Caratteristiche delle microcalcificazioni

Distribuzione e forma sono due caratteristiche correlate fra loro. La forma sarà infatti aderente a quella struttura in cui il calcio si deposita, ovvero le calcificazioni riproducono la forma della struttura in cui si trovano. Si potrà parlare quindi di calcificazioni duttali o lobulari a seconda che siano localizzate nei dotti galattofori o negli acini ghiandolari. É possibile inoltre discernere tra calcificazioni delle ghiandole sebacee, delle pareti di piccole cisti, delle pareti di piccole arterie o calcificazioni di alterazioni cicatriziali (cisti lipoidee).

Distribuzione e forma sono, dunque, i primi elementi che vengono analizzati per risalire alla localizzazione tissutale delle calcificazioni.

Una volta definita la sede delle microcalcificazioni, per un accurata comprensione dei processi patologici che le hanno prodotte, è necessaria un’accurata analisi di forma, dimensioni e densità. É infatti di fondamentale importanza definire se le calcificazioni siano omogenee per forma o se ciascuna particella abbia una morfologia diversa dalle altre ed inoltre se la forma della microparticelle sia regolare o meno.

Alcune caratteristiche sono indicative di alcuni tipi di fenomeni patologici, quali ad esempio la mastite o fibroadenomi calcifici. Questo consente al senologo di formulare una diagnosi presuntiva della patologia che sottende l’alterazione mammografica.

Calcificazioni di aspetto maligno

Le calcificazioni di aspetto maligno sono di tre tipologie:

calcificazioni a stampo: sottili, lineari, ramificate; riproducono la forma dei dotti e delle loro diramazioni che possone essere completamente riempite da cellule tumorali con detriti cellulari calcifici;

calcificazioni di tipo granulare: simili a granelli di zucchero, dette anche a pietra sbriciolata, irregolari per forma, dimensioni e densità, sono associate alla presenza di cellule tumorali negli acini ghiandolari;

calcificazioni pulverulente: estremamente piccole e tenui, sono visibili se raggruppate.

Diagnosi e studio delle calcificazioni

Lo studio delle microcalcificazioni può necessitare l’acquisizione di proiezioni mammografiche aggiuntive, in diverse incidenze o con ingrandimento di immagine, proprio per meglio valutarne forma e dimensioni. Per questo motivo è necessario che la qualità dell’immagine mammografica sia ottimale. Qualora al senologo sia già nota la loro presenza, è invece fondamentale calcolarne il numero preciso, per valutare l’eventuale incremento nel tempo e verificare ogni eventuale modifica in fase precoce.

In generale, in caso di riscontro di microcalcificazioni è opportuno che la paziente si sottoponga ad altre proiezioni mammografiche sullo stesso seno, per consentire al senologo una migliore visualizzazione delle lesioni e una loro analisi approfondita.

La prima diagnosi di microcalcificazioni è data comunque dalla mammografia. Qualora l’interpretazione dell’indagine mammografica sia dubbia, è indicato l’ulteriore proseguimento diagnostico che verrà effettuato mediante prelievo bioptico.

Una possibilità è quella di eseguire una biopsia chirurgica che consente di asportare una quota di tessuto mammario contente le microcalcificazioni seguendo un filo metallico che viene inserito nel seno sotto guida mammografica in fase pre-operatoria (repere metallico).

Tale metodica presenta però dei limiti: intanto deve essere eseguita in sala operatoria e necessita di un’incisione chirurgica che non sempre può essere effettuata nella sede delle microcalcificazioni. Infatti il repere metallico può dislocarsi rispetto alla sede delle microcalcificazioni e quindi creare difficoltà nel reperimento delle stesse.

Per questi ed altri motivi da alcuni anni la tecnologia ha sviluppato dei sistemi automatizzati molto sofisticati, che permettono di effettuare prelievi più rapidi e precisi e meno invasivi. Il più diffuso dei sistemi di biopsia stereotassica su guida mammografica con Mammotome.

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