Quali sono i tipi più comuni di tumore al seno

Per conoscere quali sono i tipi più comuni di tumore al seno, bisogna prima sapere come vengono definiti. Infatti, esistono diversi modi per chiamare un cancro al seno: da carcinoma lobulare a carcinoma duttale, a quello HER2 positivo.  

Nonostante i tumori al seno possano avere origine da tutti i tessuti presenti nella ghiandola mammaria, i più comuni sono quelli che provengono dai lobuli (le strutture ghiandolari della mammella) e dalle cellule che formano le pareti dei dotti galattofori (piccoli tubi che permettono al latte di raggiungere il capezzolo).

Classificazione del tumore al seno

Il tumore al seno può essere definito in diversi modi: la classificazione morfologica o istologica è tra le più comuni, e differenzia le forme invasive da quelle non invasive in base al tipo di cellule (lobulari o duttali) che danno origine al tumore.

Forme non invasive

Se le cellule tumorali sono confinate alla zona di origine, il tumore non è invasivo e viene definito di Stadio 0.

Può essere di due tipi:

  • carcinoma duttale in situ o neoplasia duttale intraepiteliale: si tratta di una forma pre-cancerosa che ha origine dalle cellule dei dotti. È un tipo di lesione che tende a riformarsi e che potrebbe diventare invasiva.  
  • carcinoma lobulare in situ o neoplasia lobulare intraepiteliale (LIN): la morfologia delle cellule indica una loro trasformazione e un possibile rischio di carcinoma. A seconda del grado di evoluzione, può essere definito LIN1, LIN2 o LIN3.

Forme invasive

Se il cancro non risiede solo nel punto di origine e diventa infiltrante si parla di tumore invasivo. Rappresenta la forma più pericolosa perché può raggiungere anche organi distanti dalla mammella e viene classificato negli Stadi I, II, III, IV a seconda dell’aggressività.

Le forme più comuni di tumore invasivo al seno sono:

  • carcinoma duttale: si tratta della tipologia più comune di neoplasia alla mammella e colpisce nel 70-80% dei casi. Ha origine dai dotti galattofori e può estendersi fino al tessuto connettivo o adiposo. Inoltre, è in grado di spostarsi verso altre zone del corpo attraverso i vasi sanguigni presenti nel seno.
  • carcinoma lobulare: rappresenta il 15% delle neoplasie del seno. Nasce dai lobuli, ma ha la capacità di estendersi fino al tessuto connettivo o adiposo e di migrare verso altri organi.
  • carcinoma tubulare, papillare, mucinoso o cribriforme: si tratta di forme meno comuni. Rappresentano solo il 10% dei tumori invasivi del seno.

Classificazione del tumore in base ai recettori

Un altro tipo di classificazione del tumore al seno avviene in base a quali recettori sono presenti sulla superficie delle cellule tumorali analizzate durante una biopsia.

Si tratta di una classificazione molto utile perché, in base al tipo di recettore, si può procedere con una terapia mirata. Inoltre, questa suddivisione permette di stimare la velocità di crescita del tumore, la probabilità di diffusione agli altri organi, la riposta ai trattamenti e la sua eventuale ricomparsa. Infatti, più i recettori sono numerosi, più il tumore tenderà a crescere rapidamente.

I tumori al seno più comuni (circa il 70% dei casi) sono quelli positivi ai recettori ormonali, come gli estrogeni o il progesterone, il cui legame serve alle cellule per proliferare.

A seguire troviamo i tumori positivi ai recettori per la proteina HER2, un fattore di crescita epidermico umano. Questo tumore rappresenta il 20% dei casi ed è molto temuto perché si manifesta con una crescita cellulare particolarmente incontrollata e maligna.

Infine, in circa il 15% dei casi, un tumore può non avere nessun tipo di recettore e si parla di carcinoma mammario triplo negativo, una forma molto difficile da trattare perché priva di recettori da colpire con le terapie.

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