Quando si parla di tumore al seno metastatico significa che la malattia si è diffusa oltre la ghiandola mammaria e ha raggiunto altri organi.

Solo il 5% circa dei tumori della mammella si presenta metastatico de novo, mentre la maggior parte delle diagnosi di malattia metastatica viene effettuata durante il follow up successivo ai trattamenti per malattia localizzata.

Le donne che ogni anno, in Italia, combattono con un tumore al seno in stadio avanzato sono più di 37 mila.

Perché il tumore al seno metastatizza

Il tumore al seno è una patologia causata dall’incessante proliferazione delle cellule della mammella, che progressivamente accelerano il proprio tasso riproduttivo ed acquisiscono caratteristiche di invasività dei tessuti, formando le metastasi che contraddistinguono gli stadi più avanzati.

Oltre all’acquisizione di una capacità riproduttiva incontrollata, le cellule tumorali perdono una serie di meccanismi di controllo che nell’individuo sano determinano l’adesione di una cellula alle altre, formando un tessuto compatto.

Le cellule metastatiche “viaggiano” attraverso diverse vie per raggiungere i nuovi siti di impianto:

  • via ematica
  • via linfatica
  • via di continuità anatomica.

Quali sono le maggiori sedi di metastasi del tumore al seno

Tutti gli organi e tessuti sono potenzialmente sedi di metastasi di un tumore. Tuttavia, nel caso del cancro al seno, alcuni organi risultano essere affetti con maggiore frequenza:

  • ossa
  • fegato
  • cervello
  • polmoni.

Metastasi in questi siti possono dare luogo a manifestazioni cliniche tipiche del distretto interessato, come il dolore nel caso delle ossa o la tosse nel caso dei polmoni.

La malattia metastatica può essere suddivisa in situazioni a basso rischio di mortalità a breve termine (malattia indolente) o a rischio intermedio /alto (malattia aggressiva).

La malattia indolente è quella in cui vi è:

  • lungo intervallo libero da malattia (> 24 mesi dal termine della terapia adiuvante)
  • un interessamento metastatico prevalentemente osseo e/o tessuti molli
  • un numero limitato di lesioni metastatiche.

La “malattia aggressiva” è invece abitualmente quella che si presenta o con crisi viscerale o con un elevato numero di metastasi in organi multiplui o con compromissione funzionale d’organo o con un breve intervallo libero di malattia.

Le terapie per il tumore al seno metastatico

Il trattamento del tumore mammario metastatico si prefigge essenzialamente di prolungare la sopravvivenza, ridurre o ritardare la comparsa dei sintomi, migliorare la qualità della vita.

La scelta della terapia sistemica tiene conto di tutte queste caratteristiche, ma in primis delle caratteristiche biologiche di malattia, in particolare dello stato dei recettori ormonali e di HER2.

La chemioterapia da sola o in associazione a farmaci biologici anti HER2 rappresenta la prima opzione terapeutica nei tumori triplo negativi o HER2+.

Nella malattia che esprime i recettori ormonali (sottogruppi Luminali) il trattamento di prima scelta è rappresentato dalla terapia endocrina +CDK4/6 inibitore; solo nei casi con crisi viscerale è indicata la chemioterapia d’emblee.

Nonostante l’obiettivo del trattamento nella maggior parte dei casi di tumore mammario metastatico sia il controllo della malattia, vi è un numero limitato di pazienti selezionate (2- 3%) per cui è possibile ottenere lunghe sopravvivenze o addirittura la guarigione.

È questo il caso della malattia oligometastatica (1-100%) nella quale può essere appropriato adottare strategie di trattamento integrato (terapia sistemica e terapia locoregionale).

Radioterapia

Il ruolo della Radioterapia nella malattia metastatica riveste un ruolo importante nell’ambito della palliazione del trattamento di emergenze oncologiche quali la compressione midollare, con lo scopo di migliorare i sintomi e la qualità di vita della paziente, frequentemente in associazione a terapie sistemiche.

Un trattamento radioterapico è di comune impiego, con ruolo palliativo, nel caso di:

  • Tumore primitivo sintomatico non operabile;
  • Metastasi ossee dolorose o litiche a rischio di frattura;
  • Metastasi cerebrali sintomatiche e non;
  • Compressione midollare metastatica;
  • Sindrome mediastinica.

Oggi la ricerca continua a fare progressi e il tumore al seno metastatico può essere trattato e tenuto sotto controllo anche per molti anni, permettendo di mantenere allo stesso tempo una buona qualità di vita.

Proprio per questo può essere molto importante conoscere fin dall’inizio il percorso da seguire.

Le donne con un tumore metastatico sono sempre in cura e la loro agenda è scandita da analisi, controlli e visite frequenti che hanno l’obiettivo di verificare che i trattamenti in corso continuino ad essere efficaci.

Anche se può sembrare un’affermazione paradossale, fortunatamente tale numero aumenta ogni anno; questo perché le cure migliorano, la diagnosi avviene in tempi precoci e di conseguenza le pazienti sopravvivono di più.

La chirurgia nel trattamento del cancro al seno metastatico

Nel tumore al seno metastatico, gli studi hanno dimostrato che la chirurgia può trovare applicazione secondo pratica comune nel caso di:

  • Metastasi vertebrali
  • Metastasi viscerale singola (fegato, polmone, cerebrale)
  • Fratture patologiche.

Il trattamento del tumore al seno metastatico con SenoClinic

SenoClinic e un Centro di Senologia Multidisciplinare a Roma. In un unico luogo accoglie, indirizza e accompagna le donne in tutte le fasi del percorso diagnostico e terapeutico: dalla prima visita, agli esami strumentali, fino alla chirurgia e ai trattamenti oncologici.

Operiamo sia in regime privato che in convenzione con i maggiori Enti Assicurativi, Casse Mutue e Fondi Sanitari Integrativi.

Per maggiori informazioni contatta la nostra Segreteria allo 06 36 30 34 91

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