Gestire i sintomi della menopausa dopo un tumore al seno

Sono quasi 10 milioni le donne nel mondo sopravvissute a un tumore al seno affrontato in giovane età e che, dopo i 50 anni, si ritrovano a dover convivere con la menopausa. Un processo fisiologico, che in taluni casi può però risultare anticipato in conseguenza della chemioterapia. Come possono queste donne combattere i sintomi che accompagnano la conclusione della fase fertile della vita?

No alla terapia ormonale sostitutiva in menopausa

Primo punto fermo: le donne che hanno avuto una diagnosi della più diffusa neoplasia femminile non dovrebbero sottoporsi alla terapia ormonale sostitutiva. Diversi studi hanno infatti evidenziato un aumento significativo di recidive nelle utilizzatrici di tale terapia rispetto ai controlli.

Quali alternative scegliere

Per far fronte ai sintomi che derivano dal progressivo calo degli estrogeni (sbalzi di umore, secchezza vaginale, vampate di calore), gli interventi devono chiamare in causa in prima battuta lo stile di vita. Tradotto: addio al fumo, perdita di peso (se necessaria), spazio adeguato all’attività fisica, riduzione estrema del consumo di bevande alcoliche, mantenimento di livelli ematici adeguati di calcio e vitamina D. Evitare bevande calde o cibi piccanti, ridurre lo stress e rinfrescare le abitazioni sono altre soluzioni per ridurre i sintomi delle pazienti.

Approccio non consigliato dopo una neoplasia

7 pazienti oncologiche su 10, dopo l’intervento, seguono una terapia ormonale che punta alla soppressione della produzione endogena di estrogeni e progesterone. Nelle donne in premenopausa, ciò si ottiene attraverso la soppressione della funzione ovarica per via chirurgica, attraverso l’ablazione ovarica da radioterapia o chimica. Nelle donne in menopausa, invece, l’ablazione della funzione ovarica si effettua utilizzando gli inibitori dell’aromatasi o i modulatori selettivi degli estrogeni: tra cui il tamoxifene è il più usato. Emerge dunque con chiarezza perché la terapia ormonale sostitutiva, che si bassa sulla somministrazione di estrogeni e progesterone per via orale o topica, nelle donne in menopausa con una storia di carcinoma mammario è severamente limitata.

Quali sono i trattamenti possibili

L’uso degli inibitori dell’aromatasi e del tamoxifene può aggravare i sintomi della menopausa: ecco spiegato perché molte donne con un tumore al seno accusano una scarsa qualità di vita a causa di questi sintomi, più che per il carcinoma stesso. Tra i trattamenti farmacologici possibili, però, esistono già diversi approcci emergenti.

Fonte: fondazioneveronesi.it