Soia e tumore al seno: il paradosso

L’assunzione della soia in menopausa è un argomento molto discusso, soprattutto in seguito ad un tumore al seno o durante la terapia col tamoxifene.

Il paradosso tra soia e tumore al seno

L’equivoco nasce dal fatto che la soia è uno degli alimenti sconsigliati alle pazienti con tumore al seno.

Allo stesso tempo in Asia, dove l’alimentazione è ricca di soia, le donne si ammalano di cancro alla mammella cinque volte in meno rispetto alle Occidentali.

Approfondendo la doppia natura della soia, si è scoperto che la genisteina, uno degli isoflavoni più attivi, ha un ruolo chiave nel trattamento con il tamoxifene.

La genisteina è un composto chimico con una struttura simile a quella degli estrogeni ed è in grado di attivare i recettori umani ed animali per gli estrogeni, entro certi limiti.

Dal momento che gli estrogeni hanno un ruolo cruciale nella crescita della mammella, ci si è chiesto come facesse ad avere un ruolo protettivo contro il tumore al seno nelle donne asiatiche.

Lo studio                                 

Il Georgetown Lombardi Comprehensive Cancer Center di Washington ha condotto uno studio sugli animali sull’azione della genisteina, pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research.

Questo studio dimostra che chi consuma alimenti ricchi di soia prima della comparsa del tumore della mammella, come le donne orientali, ha una maggiore protezione nei confronti del suo sviluppo o delle recidive.

Questo è dovuto al fatto che la genisteina inibisce il meccanismo dell’autofagia che permette alle cellule tumorali di sopravvivere.

Al contrario, gli effetti benefici della soia sulla comparsa del tumore al seno sembrano scomparire se viene inserita nell’alimentazione dopo la diagnosi di cancro.

In queste circostanze il consumo di soia risulta dannoso perché favorisce la resistenza al tamoxifene e promuove il rischio di recidive, nonostante non ne sia ancora noto il motivo.

Conclusioni

Dall’esito dello studio, la soia sembra avere un effetto protettivo per le donne che non hanno avuto un tumore al seno. Al contrario, la sua assunzione dopo la diagnosi potrebbe avere un impatto negativo.

A dimostrazione di questo, gli animali che avevano consumato soia durante il corso della vita avevano un rischio di recidiva col tamoxifene del 7%, mentre quelli che avevano assunto i fitoestrogeni dopo la diagnosi del tumore avevano un rischio del 33%.

In attesa di ulteriori studi che verifichino gli stessi risultati sugli esseri umani e che approfondiscano la relazione tra cancro al seno e genisteina, si consiglia alle donne che hanno già avuto una diagnosi di tumore di assumere la soia con moderazione e sempre sotto il consiglio della nostra nutrizionista.

AVVISO ALLE UTENTI
Le informazioni contenute in questa pagina sono solo a scopo informativo e non possono assolutamente sostituire il parere del medico. Ogni terapia è individuale e deve essere monitorata dal proprio specialista. Per risolvere i tuoi dubbi richiedi tranquillamente un consulto a SenoClinic.