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Terapia ormonale in menopausa: ci sono dei rischi?

Uno studio inglese pubblicato su Lancet, che ha valutato tutte le pubblicazioni sull’argomento fino al 2018, per un totale di oltre 108 mila donne in post-menopausa, conferma che il rischio di tumore della mammella è più elevato tra le donne in trattamento con associazioni con estro-progestrinici, rispetto a quelle in terapia ormonale con soli estrogeni e che aumenta in funzione della durata del trattamento ormonale. L’eccesso di rischio può persistere anche oltre 10 anni dalla sospensione della terapia ormonale.

Le prime ricerche sugli effetti della terapia ormonale

Una metanalisi pubblicata nel 1997 riguardante oltre 160 mila donne aveva dimostrato che la terapia ormonale per la menopausa comportava un aumentato rischio di cancro della mammella. Questo dato era valido sia nelle donne ancora in trattamento, sia tra quelle che l’avevano già sospesa. Lo studio non dava tuttavia informazioni sugli effetti di diverse tipologie e dosaggi di terapia ormonale sostitutiva, né su quanto a lungo persistesse il rischio, una volta sospesa la terapia. Da allora sono stati effettuati tanti altri studi sull’argomento. Alcune ricerche hanno evidenziato un maggior rischio di cancro della mammella nelle donne trattate con associazioni di estro-progestinici, rispetto a quelle trattate con soli estrogeni. Poche informazioni, però, continuavano a essere disponibili circa i rischi a lungo termine di questi trattamenti.

Gli ultimi risultati

Ma adesso, uno studio condotto dal Collaborative Group on Hormonal Factors in Breast Cancer, appena pubblicato su Lancet, getta nuova luce anche su questi aspetti. Qualunque forma di terapia ormonale per la menopausa (MHT), con la sola eccezione degli estrogeni vaginali, è risultata associata ad un rischio aumentato di tumore della mammella. Il rischio aumenta proporzionalmente alla durata del trattamento, ed è maggiore per le associazioni estro-progestiniche che per le preparazioni contenenti solo estrogeni.

Esiste un aumento moderato del rischio

Per le donne occidentali normopeso che non abbiano mai assunto MHT, il rischio medico di sviluppare un cancro della mammella dai 50 ai 69 anni è del 6,3%. Nelle donne che abbiano effettuato 5 anni di MHT a partire dai 50 anni d’età, il rischio di sviluppare un tumore della mammella, sempre dai 50 ai 69 anni, secondo i risultati di questo studio sarà: dell’8,3% nelle donne trattate con estro-progestinici giornalmente; del 7,7% nelle donne trattate con estrogeni più progesterone ad intermittenza; del 6,8% nelle trattate con soli estrogeni.

Terapia ormonale sostitutiva solo sotto stretto controllo medico

Secondo i dati raccolti, il rischio di tumore per le donne trattate per meno di un anno è trascurabile, come anche per il trattamento con estrogeni per uso topico vaginale. Alla sospensione del trattamento, l’eccesso di rischio di tumore della mammella può persistere fino ai successivi 10 anni e la sua entità è in funzione della durata del trattamento. Per questo la modalità e la durata della terapia ormonale sostitutiva deve essere sempre attentamente concordata con il proprio medico. In ogni caso, bisogna considerare che si tratta di un fattore di rischio che incide in maniera minore rispetto ad altri fattori modificabili, come il sovrappeso e uno stile di vita scorretto.

 

Fonte: quotidianosanita.it