SenoClinic

Unità di Senologia


Casa di Cura Privata

Villa Benedetta

Circonvallazione Cornelia, 65

00165 Roma

Tel. 06.66.65.23.63

 

Responsabile Unità di Senologia

Dr.ssa Simonetta Rossi

 

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Il linfonodo sentinella e gli stadi di un tumore

Il linfonodo sentinella fa parte del sistema linfatico ed è il primo che riceve il drenaggio linfatico dei tumori. La tecnica del linfonodo sentinella consiste nella palpazione con lo scopo di identificare un eventuale ingrossamento dei linfonodi.

Perché è importante il linfonodo sentinella

In pratica, il linfonodo sentinella è il primo a essere raggiunto da eventuali metastasi di tumori maligni, che si diffondono per via linfatica. Se – ad esempio – un linfonodo ascellare è intaccato dal tumore al seno, lo trasmette agli altri linfonodi sparsi nell’organismo. La tecnica per determinare l’avanzamento dello stato tumorale sfrutta proprio questo principio. Dunque, se il linfonodo sentinella non è stato ancora raggiunto dalle cellule tumorali, è molto probabile che anche gli altri linfonodi sparsi nell’organismo non siano stati raggiunti. Pertanto, il tumore non ha ancora iniziato a diffondersi e a intaccare l’organismo.

La valutazione dello stato di un tumore

Per verificare lo stato di avanzamento di un tumore si utilizza il sistema TNM, una sigla che indica:

T, estensione del tumore;

N, assenza o presenza di metastasi ai linfonodi regionali;

M, assenza o presenza di metastasi a distanza.

Nella valutazione sono inoltre aggiunti una numerazione che va da 0 a 3 per ogni singolo valore, in base alla gravità di espansione del tumore.

Determinare che il linfonodo sentinella non sia stato intaccato permette al paziente di risparmiarsi un intervento molto invasivo, cioè lo svuotamento del cavo ascellare, che prevede l’asportazione di tutti i linfonodi ascellari.

Visualizzare il linfonodo sentinella con la linfoscintigrafia

Per visualizzare il linfonodo sentinella viene impiegata la tecnica della linfoscintigrafia. Per eseguire questa procedura, si inietta sottopelle nella mammella una quantità irrisoria di isotopo debolmente radioattivo, che si blocca proprio nel primo linfonodo. È così possibile identificare il linfonodo e rimuoverlo con una piccola incisione (linfoadenectomia). La biopsia, che determina l’eventuale presenza di cellule maligne, analizza il tessuto rimosso. Questa tecnica di intervento non è necessaria se il linfonodo sentinella non risulta intaccato perché significa che l’eventuale tumore è circoscritto al seno.

Un importante campanello d’allarme per tumore al seno e melanoma

Negli ultimi tempi la tecnica del linfonodo sentinella è ampiamente utilizzata per determinare con estremo successo i primi stadi di tumore alla mammella e melanomi. Sono in corso eventuali studi per determinare se questo metodo possa essere impiegato anche per il cancro in altre zone del corpo, come colon, prostata, testicoli, pene e reni.

Quando si ingrossano i linfonodi

I linfonodi si ingrossano quando avviene un incremento delle cellule immunitarie. Pertanto l’ingrossamento non avviene solo per presenza tumorale, ma anche per cause del tutto benigne, molto comuni, quali mal di gola, malattie infettive e malattie infiammatorie. Solo in rari casi, i linfonodi si ingrossano a causa della presenza di un tumore. Inoltre, il gonfiore dei linfonodi deve comunque essere associato a diversi sintomi, quale perdita di peso significativa, febbre, linfonodi che si gonfiano nel tempo, in un solo lato del corpo oppure sopra la clavicola.

In caso di linfonodo ingrossato è consigliabile farsi visitare dal proprio medico curante per determinare le cause scatenanti e intervenire tempestivamente con la terapia migliore.

 

Fonte: pazienti.it